LE LETTURE DEL 2021

(un po’ come il riassunto di Spotify)

Quello che pensavo di fare per l’articolo di dicembre era commentare le letture di quest’anno. Poi sono andata a rileggere la lista e ho pensato che ne sarebbe uscito un monologo infinito.

Comincio dicendoti che dall’anno scorso ho iniziato a usare Goodreads, una piattaforma dove si può tenere traccia dei libri letti aggiungendoli alla propria libreria virtuale. In biblioteca usiamo Anobii (per i libri in seconda copia non catalogati) una piattaforma simile, poi so che esiste anche Google Books. Insomma, di modi per avere anni di letture sott’occhio ce ne sono.

Il primo libro che ho finito nel 2021 (finito, perché l’ho iniziato a dicembre 2020) è Il tamburo di latta del Premio Nobel tedesco Günter Grass. Ti dico solo che l’inizio della mia recensione sulla piattaforma è questo: “Non è lo scrittore per me, non è il libro per me.”
Chiedo scusa al collega traduttore che me l’ha consigliato, ma è stata proprio una lettura sofferta. Ho quindi cominciato l’anno un po’ disgustata, perché il protagonista mi è stato antipatico fin dall’inizio e ho fatto davvero tanta fatica ad arrivare alla fine. Parla di un nano capriccioso ed egocentrico che commette le peggio porcherie e riesce sempre a uscirne illeso. Va bene, no, sto esagerando, però questo è il primo pensiero che si è presentato al momento di farne un riassunto.

Dopodiché, ho deciso di entrare in un terreno familiare e sicuro. Ho riletto la saga di Harry Potter. Come sempre, magnifica. E mi limito a questo singolo aggettivo perché potrei andare avanti entusiasta per ore (e ne ho anche già scritto un articolo).

Il resto delle letture ha seguito un po’ il caso: libri che mi sono stati regalati, o che hanno catturato la mia attenzione in biblioteca.

Ho ritrovato la mia amata Bianca Pitzorno con Sortilegi. Ho scoperto scrittrici meravigliose come Susanna Clarke con Piranesi, Madeline Miller con Circe e Margaret Atwood con Il racconto dell’ancella e Il canto di Penelope.

Ho finalmente letto qualche libro in francese, la mia lingua preferita. In realtà solo perché un ragazzo a cui do ripetizioni doveva leggerli in estate e scrivere svogliatissimo un commento, così ne ho approfittato per scoprire due romanzi corti: L’étranger (Lo straniero) di Albert Camus e Monsieur Ibrahim et les fleurs du Coran (Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano) di Éric-Emmanuel Schmitt; e una commedia del teatro dell’assurdo di Eugène Ionesco, Rhinocéros (Il rinoceronte).

Un altro libro in francese mi si è palesato per caso in biblioteca. Stavo riordinando, quando mi è comparso tra le mani un libricino con testo originale a fronte: Poemi dalla negritudine. È una raccolta di poesie di scrittori africani francofoni, e si dà il caso che l’anno scorso, durante il Festival del Cinema Ritrovato di Bologna, io abbia curato i sottotitoli in italiano di un documentario in francese che parlava proprio di uno di questi poeti. Così l’ho preso, curiosa soprattutto di confrontare la mia traduzione con quella del libro.

Quest’anno ho finito 31 libri, sto per finire il trentaduesimo e ne ho altri 4 cominciati. Uno è un audiolibro, un altro un ebook. Rimangono nella lista perché non mi sono mai presa la briga di cancellarli, ma penso proprio che non li finirò. Sono su supporti elettronici che ancora non riesco ad affrontare, mi sembra quasi di non leggerli davvero.

Un altro, che staziona sul mio comodino da quasi un anno, è Le onde di Virginia Woolf. L’avevo iniziato abbastanza entusiasta, ma purtroppo non mi ha presa. Ci sono quattro personaggi che parlano a turno, soliloqui che si intervallano e che vanno più o meno a comporre la storia della loro vita. Non è esattamente il mio genere. Il mio cervello registra che quello che sto leggendo è bello e poetico, ma non ne coglie il senso. Perciò se ne rimane lì, e ogni tanto leggo un paio di pagine prima di addormentarmi.

L’ultimo libro iniziato e mai finito è Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams (anche su questo ho scritto un articolo). Mi piace tantissimo, mi diverte molto, ma è in un formato gigante davvero scomodo. Ho letto oltre le prime 600 pagine, me ne mancano appena 200 per concludere il ciclo completo, ma sono stata distratta da altri libri più maneggevoli e trasportabili. Però lo finirò, rientrerà nei libri del 2022.

Il libro che voglio invece assolutamente finire prima delle feste mi è stato consigliato da un’amica e collega traduttrice. La tredicesima storia di Diane Setterfield. Quanto mi piace! È la storia di una libraia un po’ asociale, biografa per caso, che un giorno riceve una lettera da Vida Winter, una famosissima ma misteriosa scrittrice. Ormai anziana, questa scrittrice vuole raccontare la vera storia della sua vita, che non ha mai svelato a nessuno, e invita Margaret, la libraia, a casa sua, perché rediga una biografia.
L’atmosfera del libro è un po’ cupa, ci sono dei non detti crudi e inquietanti, ma la lettura scorre fluida e mette una gran curiosità. Per di più la vicenda è narrata in un periodo nebbioso e piovoso tra novembre e dicembre (il compleanno di Margaret è il 19 dicembre) e io adoro queste coincidenze.

Ecco, alla fine ho davvero scritto un monologo.

Grazie per avermi letto fin qui (se non hai desistito prima). Ti auguro feste serene, qualche buona abbuffata e un po’ di riposo.

All’anno prossimo e… Avanti tutta!

5 Comments on “LE LETTURE DEL 2021”

  1. Ciao Giulia,
    ottimo articolo come sempre. Purtroppo a parte Harry Potter (di cui adoro i primi 4 e il sesto, ma come ben sai non sono fan del quinto e del settimo) e Camus (L’étranger -di cui abbiamo visto dei pezzi durante le ore di francese alle superiori), gli altri libri non li ho ancora letti. Mi piace un sacco l’idea di leggere la Guida Galattica per Autostoppisti.
    Quest’anno ho letto e sto leggendo sia libri per adulti che per ragazzi.
    Narrativa per adulti mi ricordo che ho letto L’eleganza del riccio, ma non faccio spoiler, vari libri di Camilleri (ha scritto pure dei dialoghi in spagnolo!), un libro intitolato il Concerto (lo sto ancora leggendo, parla di ebraismo e Olocausto). Ho ripreso Tiziano Terzani con Un altro giro di giostra (che avevo iniziato alle superiori, pur amandolo, ho ripreso a leggerlo l’anno scorso, ma ora lo capisco molto di più). Il libro del canadese che va in Giappone l’ho trovato molto bello all’inizio, poi verso la fine, pur amando il viaggio, lo scrittore ha assunto dei toni un po’ di sufficienza verso alcuni dei suoi guidatori.
    Ho anche letto Zerocalcare Macerie Prime (parte 1), devo iniziare la parte 2 (sei mesi dopo)
    Di libri per ragazzi, ho recuperato tutta la saga di Monster Allergy di Artibani, Centomo, Enna e poi anche alcuni libri delle Tea Sisters (lo spinoff “rosa” di Geronimo) scritti da Francesco Artibani, dalla Centomo e da un’altra autrice (Caterina Mognato -?!?-) dal 2007 al 2010. Artibani lo trovo un genio del fumetto, ha preso un concept che poteva essere infantile tanto quanto l’idea d’origine, e l’ha reso invece coinvolgente dal punto di vista narrativo. Uno dei pochissimi casi in cui lo spinoff supera l’originale.
    Comunque se mai un giorno scriverai un papiro su Harry Potter, oppure su libri che hai letto, beh, io lo leggerò volentieri.
    Anche perché io adoro i monologhi su libri e opere nerd.
    Goodreads e Anobii li conosco entrambi, ottimi siti anche se adesso preferisco il primo al secondo (più datato).

    Piace a 1 persona

    • Ciao Fiore,
      di molti libri per ragazzi che hai citato ne ho viste delle copie in biblioteca. Monster Allergy e le Tea Sisters sicuro. Abbiamo anche un bel po’ di fumetti interessanti per diverse fasce d’età (6-10 anni, 11-13 anni, young adult) e credo che l’anno prossimo ne prenderò in prestito alcuni.
      Come già ti accennavo, purtroppo non conosco Francesco Artibani, oppure solo indirettamente e inconsapevolmente, magari lo ritrovo proprio nei fumetti a scaffale!
      Grazie per spunti e confronti, mi fa sempre piacere.

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  2. Ciao Giulia,
    grande!!! Prendili, poi sono curiosa di sapere quali saranno.
    Di sicuro lo conosci indirettamente e inconsapevolmente, dato che hai letto le WITCH in passato, poi ha lavorato anche a tante altre produzioni. Poi ci sono altri nomi come Tito Faraci, Bruno Enna, Silvia Ziche, Lorenzo Pastrovicchio, che hanno lavorato sia in Disney sia con altre serie per ragazzi (MA è Tunué). Le Tea Sisters curate da Artibani sono ancora superappassionanti, non vedo l’ora di recuperare tutte le loro avventure scritte da lui, dalla moglie e dalla Mognato.
    A parte questo, c’è un altro libro di quel prof della mia scuola (Venti) che ho adorato, si chiama La post@ sul banco…l’ho letto nel 2012 come quello della bicicletta, e, niente, lo adoro ancora.
    Comunque a casa di mia nonna tempo fa ho preso e ho letto I Tre Moschettieri, bellissimo e coinvolgente, poi l’inverno scorso ho preso Garcia Marquez, un suo romanzo breve sulla schiavitù degli africani in Colombia.
    A proposito di Garcia Marquez, tu hai visto il cartoon Encanto? Io sto in fissa con le canzoni, non vedo l’ora di vederlo.
    Grazie a te! è sempre un piacere 🙂
    A prestissimo

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