APRIRE PARTITA IVA COME TRADUTTRICE

(In quarantena. Una storia vera.)

Ho deciso di mettermi in proprio alla fine del 2019, in tempi non sospetti, con un piano ben delineato che mi permettesse di prendere a poco a poco coscienza del mio nuovo stato (lavorativo, economico, finanziario, sociale, mentale…).

Ecco come sarebbe dovuta andare.

Gennaio: ultimo mese di lavoro come dipendente in azienda.

Febbraio: ho alcune cosette da portare a termine, ovvero un master online e l’ultima traduzione di una trilogia, intanto comincio a fare chiarezza sul regime per la partita IVA.

Marzo: il mese del mio compleanno! Un sacco di festeggiamenti, indagine a tappeto su tutte le iniziative per traduttori, primo incarico di una settimana come mediatrice francese-italiano, due bellissimi fine settimana di seminario intensivo a Torino.

Ecco com’è andata veramente.

Gennaio e febbraio sono andati secondo i piani, ogni mia mossa era pervasa da una sensazione di rilassatezza che si è puntualmente dimostrata troppo bella per essere vera.

Già a fine febbraio cominciavano a esserci i primi timori, ma le notizie non erano chiare, precauzione sì allarmismo no, quindi proviamo a fare finta di niente.

Arriva marzo e mi è toccato fare i conti con la realtà, tutti noi (chi più, chi meno) ci siamo resi conto della gravità della situazione, ancora un po’ increduli. Ho aperto la partita IVA in fretta e furia perché mi era stato assegnato un incarico per i primi giorni di marzo, ma ovviamente è saltato tutto, ogni piano fatto per quel mese è andato a farsi benedire e mi sono ritrovata spaesata. E mo’ che faccio?

Per di più, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di farmi un bel regalo per il compleanno, dichiarando lo stato di pandemia proprio in quella data. Dopo alcuni giorni di smarrimento, in cui arrivavo a sera senza aver concluso niente di concreto, ho deciso di rimboccarmi le maniche.

Ho fatto una lista di tutto quello che avrei dovuto mettere a punto per potermi presentare in modo professionale come traduttrice, di tutto quello che avrei dovuto imparare per muovermi nella selva del mercato linguistico, per non parlare di tutto quello che non sapevo sulla creazione di una propria immagine online. Guardando quella lista mi sono detta: “Non sai un… accidente”.

Ho cominciato iscrivendomi alle varie piattaforme per traduttori e ai gruppi di discussione su Facebook, così da sondare un po’ il terreno. Per ora ti risparmio i miei commenti sulla mirabolante fauna che ho incontrato.

Il passo più difficile è stata la redazione del curriculum, ho voluto che fosse incentrato soltanto sulla rappresentazione delle mie reali intenzioni lavorative, perciò ho cominciato a tagliare, accorciare e sfrondare, facendo un brain storming con tanto di pennarelli colorati una volta alla settimana, per vedere se la versione precedente mi soddisfaceva.

A fine marzo mi sono accorta di essermi iscritta a troppi corsi, seminari, dirette, appuntamenti, di traduttori, scrittori, librai, linguisti… così tanti che rischiavo di perdere di vista l’obbiettivo, perché la maggior parte non mi era davvero utile, ma mi serviva per pensare che così facendo mi stavo tenendo occupata. Mi sono dunque immersa nel mondo della presenza online, di cui davvero non sapevo niente, seguendo anche dei corsi in spagnolo di varie persone esperte di SEO (tanto per complicare un po’ le cose).

Dopo essermi resa conto che stavo di nuovo andando alla deriva, perché continuavo a uscire dalla rotta mentre cercavo di delinearla, ho cominciato a selezionare con molta più cura a quali offerte di lavoro proporre una quotazione. Alcune agenzie mi hanno risposto e un paio stavano per assegnarmi un incarico, ma la maggior parte di quei progetti non è riuscita a partire.

Insomma, non avrei potuto scegliere un periodo peggiore per aprire la partita IVA, ma non tornerei indietro: era già da più di un anno che rimandavo, nascondendomi dietro al fantomatico vantaggio della ritenuta d’acconto. Ma ora non ci sono più scuse, si fa sul serio.

Domani comincerà il seminario intensivo che tanto attendevo, un progetto che nella sfortuna è diventato un corso più ampio proprio grazie al fatto di essere stato rimandato, per cui mi terrà impegnata fino a novembre. È un corso su cui faccio un grandissimo affidamento perché potrebbe darmi indicazioni preziose.

Al momento, infatti, non ho la più pallida idea di cosa mi succederà nei prossimi mesi, ho soltanto una traccia della strada che vorrei seguire, ma dopo tutti questi mesi passati ad assistere al sistematico stravolgimento di ogni programma, le deviazioni non mi spaventano più. O almeno, non più così tanto.

Spero che, in occasione dell’aggiornamento del mese prossimo, riesca a parlarti di qualcosa di bello che è andato in porto, o magari di qualcosa che sta prendendo forma, chi lo sa!

E a te invece, com’è andata? I tuoi progetti sono stati rimandati o ne sono fioriti di inaspettati? Se ti va di condividere la tua esperienza, scrivimi pure, non vedo l’ora di leggerti!

Alla prossima e… Avanti tutta!

3 Comments on “APRIRE PARTITA IVA COME TRADUTTRICE”

  1. Brava, continua così. Sapersi adattare alle situazioni è dote rara, come lo è il rimboccarsi le maniche.
    Come diceva il gatto Zorba ne “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare””……sull’orlo del baratro ho capito la cosa più importante….. Che vola solo chi osa farlo

    Piace a 1 persona

  2. Pingback: PER TRADURRE BENE BISOGNA LEGGERE BENE | GZ Translations

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